di Associazione Internazionale Esorcisti
Don Gabriele Amorth, fondatore dell’Associazione Internazionale Esorcisti, di cui il 16 settembre di quest’anno celebreremo i dieci anni dalla dipartita, come sappiamo promosse un’intensa attività informativa e performativa sulla prassi esorcistica. La sua riflessione teologico-pastorale-esperienziale sulla demonologia veniva veicolata attraverso canali-strumenti che la resero accessibile e comprensibile a tutti: libri, interviste rilasciate sia in televisione sia su emittenti radio, relazioni tenute ai convegni, videocassette, CD e infine il programma mensile che conduceva dai microfoni di Radio Maria, dal titolo Racconti di un Esorcista, in seguito pubblicato in volume.
Lo stile comunicativo sia di scrittore sia di conferenziere di Don Amorth era uno stile sapiente e semplicissimo, tanto che anche il pubblico non specialista riusciva a comprenderlo. Parlava a tutti come ad amici, sempre col sorriso sulle labbra, la battuta pronta e con l’affabile cadenza emiliana. Purtroppo, alcune persone, soprattutto negli ultimi anni della sua vita, hanno approfittato della benevolenza e della disponibilità di don Amorth, al punto che si sono spacciate per suoi collaboratori attribuendogli interviste, libri e pagine Facebook di cui lui non era a conoscenza; infatti, proprio per questo motivo egli scrisse ai membri dell’Associazione Internazionale Esorcisti (A.I.E.), da lui fondata, una lettera di diffida che fu pubblicata sulla Lettera Circolare n. 70 del giugno 2016.
L’Associazione Internazionale Esorcisti invita pertanto a non fidarsi di chi ancora oggi afferma di essere stato, o di essere stata, stretto collaboratore, o stretta collaboratrice, di don Gabriele Amorth, esibendo o pubblicando anche fotografie scattate con lui o video per attestare falsamente tale ruolo.
Si tenga presente, inoltre, che alcune considerazioni di Don Amorth su tali strumentalizzazioni furono esposte con queste ferme parole anche in un testo curato da Elisabetta Fezzi, e intitolato La mia battaglia con Dio contro Satana:
«Purtroppo, ci sono anche persone che dicono: “Io ho avuto i poteri da don Amorth, io sono in contatto con don Amorth…” e non è vero. Cito il caso di un ragazzo, che certamente è venuto alcune volte a pregare durante i miei esorcismi, che dice di conoscermi, che impone le mani, che fa dei gesti che non dovrebbe fare, che suggerisce le parole dell’esorcismo al padre che in convento dà le benedizioni […] Ci sono tanti che si considerano miei figli spirituali perché hanno cominciato assistendo a una serie di miei esorcismi, poi sono diventati esorcisti e hanno trovato molto utile aver partecipato. Ma io non oserei mai dire: “Il tale è mio figlio spirituale”, non oserei. Qualcuno avrà imparato qualcosa da quello che facevo io, e poi si sarà fatto la sua esperienza personale»[1].
Di seguito, a dissipare ogni dubbio e con l’auspicio di porre fine a questi fatti incresciosi, riportiamo il testo della lettera di don Gabriele Amorth del 13 maggio 2016, che fu pubblicata nel giugno di quello stesso anno sulla Lettera Circolare interna dell’Associazione Internazionale Esorcisti alle pagine 5-6. Riportiamo anche la copia del testo originale della sua missiva firmata.
Carissimi sacerdoti e ausiliari dell’Associazione Internazionale Esorcisti,
vengo sempre più a conoscenza che un numero crescente di persone – sacerdoti e laici – si presenta sulla stampa e in internet come se si trattasse di miei stretti collaboratori. Talvolta sono persone incontrate solo per un colloquio e per una benedizione e che hanno chiesto infine di poter fare una fotografia con me o una ripresa video ponendo poi tali foto e video su internet, per accreditarsi come miei collaboratori, mentre in realtà non lo sono; mi hanno anche attribuito parole che non ho mai detto. Talvolta sono stati pubblicati anche dei libri, a me attribuiti, ma che io non ho mai direttamente contribuito a scrivere e di cui sono venuto a conoscenza solo a pubblicazione avvenuta. Addirittura, ci sono pagine facebook che io non ho mai curato e di cui non sono responsabile e nelle quali non si nega chiaramente la mia paternità. Si è anche verificata spesso la divulgazione di dichiarazioni a me attribuite, ma che in realtà io non ho mai fatto o che sono state presentate in maniera distorta o estrapolate dal contesto generale del discorso da me fatto. Così perdevano il loro significato. Anche catechesi o ritiri di preghiera, da me diretti in alcune case, sono stati talvolta strumentalizzati, per interessi personali e posti su internet per accreditare e pubblicizzare il gruppo che mi aveva invitato. Mi giunge voce anche di associazioni caritative che portano il mio nome e che si presentano come da me fondate o approvate, di cui io ero invece del tutto ignaro. Dichiaro che i miei stretti collaboratori – che sono pochissimi e fidati – non si presentano al pubblico né si fanno pubblicità profittando della mia persona, ma vivono in estrema riservatezza e discrezione. Invito, quindi, a diffidare di chiunque si presenti come se fosse da me autorizzato e a diffidare anche di siti che si presentano come da me gestiti o di pubblicazioni attribuite a me, ma da me mai esplicitamente autorizzate né conosciute, se non dopo la realizzazione.
Roma, 13 maggio 2016
Don Gabriele Amorth, SSP
[1] Padre Amorth, con E. Fezzi, La mia battaglia con Dio contro Satana, Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2017, 58; 85

