di Padre Francesco Bamonte, icms

Nel primo giorno del nuovo anno, la Chiesa ha celebrato solennemente la prima e suprema grandezza della Vergine Maria, fondamento di tutte le altre sue prerogative: il suo essere «Madre di Dio», che è anche il primo titolo riconosciutole dalla Chiesa.  Maria è Madre di Dio perché è Madre di Gesù, e Gesù è Dio, la Seconda persona della Santissima Trinità che per opera dello Spirito Santo si è incarnata nel suo grembo, facendosi uomo.

Dire che Maria è Madre di Dio non significa che la Madonna ha creato Dio, perché Dio è l’increato, Egli non ha inizio e non ha fine, Dio esiste da sempre; la Madonna invece è una creatura e in quanto tale è stata creata anche lei da Dio. Se dunque la Madonna non può creare, non può generare Dio, se non è e non può essere l’origine della divinità, che cosa intendiamo asserire quando diciamo che è la Madre di Dio? Vogliamo affermare che il corpo che generò per opera dello Spirito Santo, senza opera d’uomo, fu sin dal primo istante della sua esistenza il corpo del Figlio di Dio, al quale l’Eterno Padre unì un’anima dotata d’intelletto e volontà.  Ma come di ogni mamma non si dice che è la madre del corpo del figlio che ha partorito, bensì che è la mamma di quel figlio, fatto di corpo e anima, analogamente, diciamo che la Madonna è Madre di Dio. Il corpo che ella ha generato appartiene al Figlio di Dio e forma con lui un tutt’uno, perciò Maria giustamente è riconosciuta genitrice, Madre di Dio. Non si può quindi dire che ella è la madre del corpo di Gesù, ma che è Madre del Figlio di Dio fatto uomo, Gesù Cristo. Quando diciamo che la Madonna è la Madre di Dio, intendiamo dire quindi che è la mamma di un Figlio che è Dio, cioè il Bambino che ha concepito, che è cresciuto nel suo grembo e che è nato da lei. Gesù, essendo vero Dio, fa di lei vera Madre di Dio. Per questa prerogativa rifulge in lei la massima elevazione alla quale è stata portata da Dio una creatura. Questa verità, tanto sentita dal popolo cristiano, nel Concilio di Efeso del 431 fu il primo dogma proclamato dalla Chiesa e la maternità divina di Maria fu la prima festa mariana comparsa nella Chiesa occidentale.

Contemplando la Madonna nei nove mesi in cui con ineffabile amore portò Gesù nel grembo, la “Divina Liturgia di San Basilio il Grande” prorompe in questa lode gioiosa: «In te si rallegra, o ricettacolo di grazia, ogni creatura, il coro degli Angeli e il genere umano. Tempio santificato e paradiso terrestre, gloria della Verginità.  Da te prese carne Dio e divenne Bambino Colui che è nostro Dio, prima dei secoli. Egli fece del tuo grembo il suo trono e lo rese più vasto dei cieli».

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, immedesimandosi nello sguardo e nei sentimenti del cuore della Madonna quando nacque Gesù, scrive: «Vedeva il Figlio suo nella stalla di Betlemme e lo credeva il creatore del mondo. Lo vide nascere e lo credette eterno. Lo vide povero e bisognoso di cibo, e lo credette Signore dell’universo; posto sul fieno e lo credette onnipotente. Osservò che non parlava e credette che era la Sapienza infinita. […] Lo vedeva fuggire da Erode e continuava a credere che egli era il Re dei re»[1].

Le parole di questi santi racchiudono lo stupore e la gioia del cuore umano davanti all’umiltà e all’amore indescrivibile che Dio manifesta nel farsi bambino e della dignità altissima della madre che lo accoglie quale vero figlio, dopo averlo concepito. Racchiudono lo stupore e la gioia del cuore umano nel contemplare un bambino che è il Creatore e che nel medesimo tempo si fa figlio della sua creatura. Racchiudono lo stupore nel contemplare l’avvenimento eccezionale di una madre che sa di essere figlia del suo Figlio, e di un Figlio che si compiace nell’abbraccio della Madre che lui stesso si era forgiato. Racchiudono lo stupore e la gioia del cuore umano nel contemplare una Madre che con incommensurabile gratitudine riconosce nel suo Figlio il suo Dio, il suo Signore, e nel medesimo tempo il Dio che, fattosi Bambino, si rende in tutto bisognoso delle sue materne cure e premure, si lascia stringere al petto da lei, cerca il suo amore, prende il suo latte.

La considerazione di un avvenimento così straordinario ci porta a riflettere anche sul fatto che non appena ci furono i primi battiti del cuore del piccolo Gesù nel grembo della Madonna, essi furono pieni di amore per la Madre e furono, al contempo, i primi battiti del cuore di uomo da parte di Dio. La Madonna è pertanto la prima creatura che Dio ha amato con cuore di uomo. Da considerare, inoltre, che non può esserci stata né prima né dopo di allora nessuna Madre che abbia tenuto e terrà stretto al petto il suo bambino con l’intensità d’amore del cuore di questa Mamma. E nessun bambino ha guardato a sua madre con l’intensità d’amore di quel Bambino. Fra loro vi fu una simbiosi di anima e di cuore.  Questa scena meravigliosa ci rappresenta anche la totale donazione che in Maria e per mezzo di Maria, Dio fa di se stesso all’umanità e che l’umanità, in Maria e per mezzo di Maria, fa di se stessa a Dio.

Nella narrazione evangelica della Natività di Cristo, ci viene descritta la visita che, su indicazione degli angeli apparsi mentre vegliavano il gregge nella notte, i pastori fecero a Gesù appena nato. Forse non abbiamo mai riflettuto sul fatto che quando la Madonna mostrò Gesù Bambino ai pastori, fu la prima volta, dopo San Giuseppe, che si rivelò a tutti come «Madre di Dio».  E da allora in poi, lungo il corso dei secoli, l’arte cristiana grandemente affascinata dalla prerogativa che la Madonna ha nell’essere la «Madre di Dio», l’ha sovente raffigurata nella sua maternità divina dipingendola o rappresentandola in tante sculture mentre adora il Bambino Gesù nella mangiatoia, oppure mentre regge teneramente il Bambino tra le sue braccia o lo allatta.  Ebbene con queste raffigurazioni i pittori e gli scultori hanno voluto dire proprio questo: che quel Bimbo che la Madonna ha generato, non è un semplice uomo, ma Dio fatto uomo. Essi, però, hanno anche in qualche modo voluto continuare a offrire ai nostri occhi quello che videro i pastori quando entrarono nella grotta di Betlemme: la Vergine Maria con Gesù Bambino. Essi si riempirono il cuore di quella stupenda visione, e il Vangelo ci dice che «se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro» (Lc 2, 20).

Il nuovo anno è iniziato per noi con la medesima visione: la Madonna che abbraccia Gesù Bambino, lo ama, lo accoglie, lo adora e ci invita a fare altrettanto. Nel primo giorno dell’anno consacrato in maniera speciale alla Vergine Maria, con il titolo di «Madre di Dio», abbiamo celebrato anche la Giornata Mondiale della Pace. Nelle Litanie della Madonna, l’ultimo appellativo che le viene dato è quello di «Regina della pace». La Chiesa ci invita a chiedere l’intercessione della Vergine Maria presso Dio invocandola anche con questo titolo, perché la pace fra Dio e gli uomini è venuta a noi per mezzo di Maria Santissima, perché quel Bambino che ha generato è Colui che porta la pace fra Dio e gli uomini, la riconciliazione tra il Padre celeste e i suoi figli, la pace fra gli uomini, la pace tra gli uomini e il creato.

Chiediamo alla Madonna di ottenere da Dio per l’umanità la grazia della pace, liberando il cuore e la mente di coloro che, invece di operare per la pace, fomentano la guerra tra i popoli e le nazioni. In particolare, vogliamo pregare la Madonna perché chieda al suo Figlio di smuovere i cuori degli uomini di Stato per far tornare al più presto la pace fra Russia e Ucraina, in Medio Oriente, ma anche in ogni luogo e paese del mondo dove tanti, troppi innocenti soffrono e muoiono a causa di guerre, repressioni e terrorismo.  Pertanto, vogliamo così rivolgerci alla Regina della Pace:

«O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, volgi il tuo sguardo misericordioso sull’umanità ferita da guerre, violenze, odio e divisioni.
Tu che hai accolto nel tuo grembo il Principe della Pace, intercedi presso tuo Figlio Gesù perché tocchi i cuori induriti, illumini le menti accecate dall’orgoglio.
Ottienici la grazia della pace vera, quella che nasce dalla giustizia, si nutre del perdono e si fonda sull’amore.
Sostieni i popoli oppressi, consola le vittime innocenti, guida i governanti sulla via del dialogo e rendici tutti artigiani di pace.
Madre della speranza, affidiamo alla tua materna intercessione presso Dio il mondo intero: presentalo a tuo Figlio perché regni la pace nei cuori, nelle famiglie, tra le nazioni. Amen».

 


[1] Le Glorie di Maria, Parte II, III, 4.

Foto: Correggio, Adorazione dei Pastori (1525-1530), Gemäldegalerie, Dresda