di Associazione Internazionale Esorcisti
Pensiamo di fare cosa gradita offrendo ai nostri lettori, in occasione del Natale, una breve ma significativa sintesi della riflessione con cui i Padri della Chiesa hanno interpretato la nascita di Gesù come inizio della vittoria sul demonio, sulle tenebre e sul peccato.
Sant’Ireneo di Lione afferma che il Signore è venuto a distruggere il peccato, a vincere la morte e a dare la vita all’uomo; perciò, la sua nascita rappresenta l’inizio della sconfitta del nemico[1]. Per Ireneo l’Incarnazione inaugura così la “ricapitolazione”: Cristo entra nella storia per rovesciare l’opera di Satana.
Per Sant’Atanasio, la nascita del Verbo incarnato è irruzione della luce che spezza il dominio demoniaco sul mondo. In tal modo, con la sua venuta, il Salvatore ha dissipato la morte come nebbia davanti al sole; e i demòni, vinti, non osano più ingannare gli uomini come avveniva prima della venuta di Cristo[2].
Per San Gregorio di Nissa, il demonio crede di dominare Cristo, ma viene sconfitto proprio dall’Incarnazione. Conseguentemente, il principe delle tenebre, vedendo nascere il Signore in forma di servo, fu ingannato. E accogliendo l’umanità, Cristo ha distrutto il potere tirannico del diavolo[3].
Per San Leone Magno, il Natale non è solo commemorazione, ma un evento salvifico sempre attuale, che segna il crollo del potere di Satana. Con la nascita di Cristo si origina infatti la libertà per il genere umano, si determinano la morte del peccato e la rovina del diavolo[4].
Sant’Efrem il Siro, usando un linguaggio poetico e simbolico, descrive il Natale come battaglia cosmica tra luce e oscurità. Nel giorno della nascita del Salvatore le tenebre sono state sconfitte dalla grande Luce, e Gesù ha spogliato l’Avversario di ogni suo potere[5].
Sant’Agostino sottolinea da parte sua il paradosso della debolezza del Bambino che è già potenza vittoriosa. Infatti, il diavolo ha trovato in Cristo la sua sconfitta. Si illuse di vincere, ma fu vinto quando il Signore nacque nella carne[6].
Per San Giovanni Crisostomo la nascita di Gesù segna l’inizio di una nuova era storica e spirituale, perché da quando Cristo è nato, il potere dei demòni è stato definitivamente spezzato e la notte dell’errore è finita[7].
Dunque, per i Padri della Chiesa, il Natale non è solo la memoria della nascita di Gesù, ma l’inizio storico e cosmico della vittoria di Dio sulle potenze del male.
Con l’Incarnazione, il Figlio di Dio entra nel mondo dominato dalle tenebre per smantellarne il potere dall’interno.
Il demonio non viene sconfitto solo sulla croce: la sua sconfitta comincia a Betlemme. Questo il paradosso del Natale: Dio vince non con la forza, ma con l’umiltà. Il Bambino disarma Satana proprio assumendo ciò che il demonio, superbo per eccellenza, disprezza.
La Luce che avvolse i pastori (Lc 2, 9) e che in questo Natale, ancora oggi dopo quasi duemila anni avvolge ciascuno di noi, è la luce del Verbo, che è la vita e la vera felicità degli uomini (Gv 1,4) perché è venuto a mettere in fuga le tenebre del male. L’angelo del Signore ci invita tutti a non avere timore, a gioire per questa notizia: è nato per noi il Salvatore!
E se qualcuno – come le cronache riportano anche in questi giorni – investito di ruoli educativi, vieta il nome di Gesù dai canti natalizi negli asili e nelle scuole, nonostante questa scelta susciti dolore e amarezza, allo stesso tempo non va dimenticato un dato incontestabile che ci conforta: Cristo, la Luce del mondo (Gv 8,12), è e rimane il centro della storia dell’umanità, e ogni censura del Suo Nome è e sarà sempre vana.
Fraterni auguri di Santo Natale!
in copertina: Federico Barocci, Natività, 1597, Museo del Prado, Madrid
[1] Contro le eresie, V, 21, 1.
[2] Sull’Incarnazione del Verbo, 24.
[3] Grande Catechesi, 24.
[4] Sermone 26 sulla Natività.
[5] Inni sulla Natività, 1, 4.
[6] Discorso 190, 3.
[7] Omelia sulla Natività.